lunedì, 02 luglio 2007, ore 11:01

".... Le mie parole son capriole, palle di neve al sole,
razzi incandescenti prima di scoppiare,
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare,
piccoli divieti a cui disobbedire,
sono andate a dormire, sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare, si perdono al buio
per poi continuare .... " ( testo Pacifico)

questa canzone faceva parte del repertorio di Bersani sabato sera, l'unica non scriita da lui, ma non è questo il punto, il punto è che qui sono scoppiata in un pianto liberatorio protetto dalla folla da buio e musica "

Mi sono trovata a rivedermi in quel fiume di parole dette, in quello che me è la via preferenziale di espressione, parlare e spiegare ogni cosa quasi fino allo sfinimento, io che credo nell'intelligenza dell'altro, nella sua capacità di ascoltare e capire...nella sua possibilità di replicare.

Ma non sempre è così.La canzone lo dice bene per me. Troppe parole sono state spese inutilmente davanti a uno sguardo di chi non vuol sentire. Adesso stanca mi arrendo ai fatti e non parlerò più. Non parlerò più di questa cosa che non riescoa spiegare...e poi fa come gli pare.

Adesso mi attengo ai fatti.Chiuso.


Alemilla
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categoria : pensieri, parlare
lunedì, 02 aprile 2007, ore 00:18

Questa sera a casa a vedere un film molto carino ELIZABETHTOWN...una frase mi ha colpito molto...." GLI UOMINI GUARDANO LE COSE  DENTRO UNA SCATOLA, LE DONNE IN UNA STANZA ROTONDA"...di solito le frasi degli altri non mi piacciono come verità assolute ma mi piacciono per quanto mi fanno riflettere su quello che succede a me.


Mi sta capitando con un uomo che se tendo a parlare di qualcosa allora diventa un oggetto da chiudere in una scatola, si definisce, assume forma fissa, e pesante, ha forse paura che insieme all'oggetto della discussione anche lui ci finisca chiuso dentro la scatola.
Io invece ho bisogno di costruire un oggetto di conoscenza comune solo per collocarlo in uno spazio, so che quella cosa può assumere nel tempo e nello spazio forme differenti , come un oggetto in mostra in una stanza tonda, tu ci puoi agevolmente girare intorno e guardare tutte le sfumature senza sbattere contro spigoli o pareti immobili..............

che difficile comunicare quando si è così diversi..............
Alemilla
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categoria : uomini, parlare
mercoledì, 22 febbraio 2006, ore 18:15

Io ti parlo a fatica di come mi sento, difficile tradurre in parole le sensazioni che si scatenano dentro e senza passare dalla mente arrivano e si scaricano con travolgente potenza nel cuore. Cerco di tradurle in suoni a te familiari e di fartele vedere. Mi ascolti e cammini a qualche centimetro da me. Io mi sento così sola quando non mi tocchi.Io mi sento tanto lontana quando non so se mi capisci.
Mi lasci parlare un po' e poi mi chiedi_cosa hai imparato da quello che ti è successo in passato? cosa ho imparato dalle relazioni vissute?_
Al momento ti ho risposto un po' di getto , confusamente, ma adesso quella domanda mi torna in mente e ho bisogno di rispondere, soprattutto a me.

Da F. ho imparato che non si sta insieme per pietà, se l'altro è in difficoltà ma non lo si ama più gli si può offrire il nostro aiuto ma lo si lascia andare.
Da P. ho imparato che l'Amore esiste, quello travolgente , totalizzante e urlato a tutti contro ogni difficoltà.Con lui ho imparato a trovare conforto nell'abbraccio, nella protezione di un uomo che si sente tale anche perchè ha accanto te. Con lui ho imparato che l'Amore non è solo dei primi mesi, dura anni ma a volte finisce soprattutto quando l'obiettivo della vita di ognuno è così diverso e lontano. Ho capito che per stare insieme molto tempo due persone devono avere un progetto comune su cui lavorare.
Con A. ho imparato l'importanza della complicità, dell'essere amante e miglior amico insieme. Ma mi anche insegnato a non fare la "mamma" del mio uomo, a non sostituirmi a lui, a non aspettare troppo a lungo se l'altro ti fa sentire in affanno.
Quel pazzo di Fede mi ha rivelato che anche quando le relazioni finiscono male ne è comunque valsa la pena perchè l'altro ti porta nel suo cuore in giro per il mondo, come un regalo prezioso che la vita gli ha fatto. Mic mi ha insegnato a non confondere l'amicizia con l'amore.
G. ha rinsaldato la mia autostima, è stato capace di affinare la consapevolezza della sensualità, dell'intelligenza e del fascino.La stessa persona mi ha svelato i miei sogni calpestandoli e mi ha mostrato come non sempre è la felicità a migliorarti la vita, a volte è anche il dolore.
M. mi ha permesso di guardare in faccia a me stessa  fino in fondo anche negli angoli più scuri.

Chiunque sia passato dal mio cuore, per un giorno o ci si sia fermato per sempre mi ha mostrato la via per  conoscermi meglio, mi sono sperimentata, sono cresciuta e cambiata, sono diventata DONNA e FEMMINA.
Alemilla
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categoria : uomini, parlare, incontro
domenica, 10 luglio 2005, ore 23:27

... ho sempre scritto un sacco di cose, lettere , poesie, frasi che mi colpivano e regolarmente perdevo quello che scrivevo.
Spesso usavo vecchi quaderni già iniziati, agende che regolarmente finivano in soffitta con un sacco di pagine bianche, per non perdere i pensieri veloci scrivevo su fogli volanti, su carte di formaggio o scontrini della spesa.....qui  posso scrivere e rileggere, non vanno persi perchè non posso dimenticarli in giro, c'è qualcuno che li custodisce per me.
Dare l'accesso a tutti mi è sembrato naturale, non mi sono chiesta perchè avrei dovuto nascondere quello che pensavo, anzi mi sembrava una ricchezza poter avere magari un confronto. A volte mi arrabbio se non mi si capisce ma poi so che non serve che tutti mi capiscano, in realtà non voglio trasmettere COSE ma EMOZIONI e se nemmeno quelle passano.....è sempre un regalo che faccio a me, come adesso, mi sto regalando un po' di spazio e di tempo per raccontarmi, avrei bisogno che mi ascoltasse qualcuno....ma qui con me non c'è nessuno e io ho voglia di parlare per non sentirmi così male.

Alemilla
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categoria : pensieri, parlare