".... Le mie parole son capriole, palle di neve al sole,
razzi incandescenti prima di scoppiare,
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare,
piccoli divieti a cui disobbedire,
sono andate a dormire, sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare, si perdono al buio
per poi continuare .... " ( testo Pacifico)
questa canzone faceva parte del repertorio di Bersani sabato sera, l'unica non scriita da lui, ma non è questo il punto, il punto è che qui sono scoppiata in un pianto liberatorio protetto dalla folla da buio e musica "
Mi sono trovata a rivedermi in quel fiume di parole dette, in quello che me è la via preferenziale di espressione, parlare e spiegare ogni cosa quasi fino allo sfinimento, io che credo nell'intelligenza dell'altro, nella sua capacità di ascoltare e capire...nella sua possibilità di replicare.
Ma non sempre è così.La canzone lo dice bene per me. Troppe parole sono state spese inutilmente davanti a uno sguardo di chi non vuol sentire. Adesso stanca mi arrendo ai fatti e non parlerò più. Non parlerò più di questa cosa che non riescoa spiegare...e poi fa come gli pare.
Adesso mi attengo ai fatti.Chiuso.