Non parlo mai delle persone che incontro per lavoro è sia una questione etica che deontologica ma oggi faccio un'eccezione. Lui è già finito sui giornali, lui anche se è chiamato comunemente pazzo ha da insegnare qualcosa a noi così detti normali.
Lui è un ragazzo di 34anni con una storia familiare incredibilmente triste, il padre morto in un incidente mentre guidava ubriaco come sempre ma la gente diceva "meglio così" perchè li picchiava sempre, poi una sorella minore che per la sua vita ha scelto di dimenticarsi di avere un fratello e perdersi nelle umiliazioni più profonde ed infine una madre che certamente a un certo punto della sua vita lo ha scaricato come pattumiera davanti ai servizi sociali sostenendo che non era più affare suo.
Mi domando sempre come sarei io se avessi avuto una famiglia come la sua.
Lui inizia ad essere ospitato in diverse comunità ed arriva anche a incrociare la mia strada, a lui non piacciono le psicologhe perchè gli ricordano che sta male, gli ricordano che è in mezzo a persone con disagi che lui non riconosce, le psicologhe fanno tante domande a cui lui non vuol rispondere e si chiude sempre più allontanandosi dalle figure di cura e dagli altri ospiti.
Ma questa volta ha trovato qualcuno che ha la testa dura più di lui , io non mi arrendo così facilmente, io ascolto il suo silenzio e le sue mezze parole, per caso una volta colgo un riferimento tenero verso un animale.
Mi si illumina d'immenso un'idea, ecco la porta per arrivare a quell'anima scura che rifiuta cure e attenzioni.
Si da il caso che questa psicologa conviva con uno splendido labrador che è un concentrato d'amore e tenerezza, si da anche il caso che questa dott. a volte abbia delle idee strampalate e che chi è sopra di lei le appoggi anche, si da il caso che si chieda a lui di prendersi cura dello splendido cagnetto perchè la dott. non lo può fare, piccola bugia per far passare un tentativo di aggancio come un favore da fare e non ricevere. Inutile dirvi che l'essere peloso e coccoloso fa il miracolo e tra la dott e lui finalmente si apre un canale di comunicazione.Lui in una delle tante chiacchiere con la dott racconta di avere un progetto, quello di correre una maratona.Molti "normali" che stanno intorno a lui cercano di limitarlo e di fargli fare un buon esame di realtà. Gli passano un messaggio chiaro:"Già sei matto che cosa ti metti in situazioni impossibili!". Ma forse il matto non era solo lui e la dott e altri pochi suoi colleghi lo sostengono e gli danno fiducia. Seguono estenuanti trattative sul tempo di allenamento, sull'alimentazione, sulle visite mediche ed altro che in effetti lui non sa gestire in piena autonomia. Passano due anni in cui lui continua imperterrito ad allenarsi da solo, nessuno gli da credito, inizia strane strategie di preparazione atletica appoggiato solo dall'amorevole e cieca fiducia del solito manipolo di psico_originali di cui faccio parte.Passano le date di alcune maratone e lui non si iscrive, la paura di non riuscire è tanta.
Ma ecco un giorno per caso l'adorabile, quanto squinternato ex fidanzato della dott, accetta di portarlo a correre qualche volta con lui. L'accettazione e la vicinanza di persone che lui sente come accoglienti gli danno il coraggio e finalmente si iscrive alla maratona, addirittura nella sezione handicap , cosa straordinaria perchè lui sostiene di non avere disabilità, intanto per far contenta la dott. che da sfodera il suo istinto materno e lo rassicura che è molto orgogliosa di lui anche se non arriva, anche se non se la sente anche se per caso dovesse abbandonare perchè non se la sente di continuare.
La maratona inizia, 42 km sotto il sole, la dott è in ospedale per la sua caviglia e attende di sapere cosa succede, avrebbe tanto voluto essere la all'arrivo ad urlargli "lo hai voluto e ce l'hai fatta!" ma dovrà accontentarsi di una telefonata di complimenti quando saprà che lui ci ha messo solo mezz'ora in meno del primo "normale" in gara. Un'incredibile soddisfazione che mi ha riempito il cuore di orgoglio e mi ha fatto pensare che a volte basta veramente crederci perchè i sogni si avverino.
Sapete cosa mi ha risposto in tono pacato mentre io gli urlavo entusiasta che era stato bravissimo? "non preoccuparti dott, la testa me la sono bagnato un sacco di volte e non sono stato male". Favoloso!